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Regali Aziendali 2025: 4 Sorprese Fiscali che Potrebbero Costarti Caro (o Farti Risparmiare una Fortuna)

L’arrivo di fine anno porta con sé un rituale familiare per ogni azienda: la pianificazione dei regali per clienti, partner e dipendenti. Un gesto di cortesia, un’occasione per rafforzare i legami. Ma se fino ad oggi la gestione di questa attività era una consuetudine relativamente semplice, a partire dal 2025 le regole del gioco sono cambiate in modo radicale. La nuova Legge di Bilancio (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto non semplici aggiustamenti, ma veri e propri cambiamenti strutturali che nascondono insidie inaspettate ma anche notevoli opportunità.

Ignorare queste novità non è un’opzione. Un errore formale, come un pagamento effettuato con il metodo sbagliato o un calcolo impreciso del valore di un benefit, può trasformare un costo deducibile in una spesa interamente indeducibile, con conseguenze pesanti sul bilancio. Al contrario, una comprensione approfondita delle nuove norme può trasformare una semplice spesa in una potente leva di pianificazione fiscale e retributiva.

Questo articolo è la tua guida essenziale per navigare la nuova normativa. Abbiamo distillato il complesso linguaggio fiscale in quattro “sorprese” chiave che ogni imprenditore, CFO e responsabile delle risorse umane deve assolutamente conoscere. Scopriamo insieme come evitare errori costosi e, soprattutto, come sfruttare i nuovi vantaggi a favore della tua azienda.

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1. Addio Contanti: Il Pagamento Tracciabile è il Nuovo Re (e Non Ammette Eccezioni)

La novità più drastica e senza appello introdotta dal 2025, attraverso la modifica all’articolo 108 del TUIR, è l’obbligo assoluto di utilizzare pagamenti tracciabili per poter dedurre fiscalmente qualsiasi spesa di rappresentanza, inclusi gli omaggi. Gli strumenti ammessi sono specifici: bonifici bancari, carte di credito, debito o prepagate aziendali, assegni e wallet digitali (come PayPal o Satispay) purché riconducibili all’attività d’impresa.

Per capire la portata di questo cambiamento, consideriamo un esempio pratico. Un manager acquista tre bottiglie di vino da 40 euro ciascuna per dei clienti. Nel 2024, pagando in contanti e ricevendo regolare fattura, l’azienda avrebbe dedotto l’intero costo. A partire dal 2025, se lo stesso acquisto viene pagato in contanti, il costo diventa totalmente indeducibile, anche in presenza di una fattura elettronica perfettamente valida. La fattura, senza la prova del pagamento tracciabile, diventa fiscalmente irrilevante ai fini della deduzione.

La severità della norma è espressa senza mezzi termini:

L’impatto della riforma è draconiano per quanto riguarda l’uso del contante. […] il pagamento in contanti di una spesa qualificabile come “omaggio” o “rappresentanza” ne comporta l’indeducibilità fiscale assoluta.

L’implicazione operativa è chiara: le aziende devono mandare in pensione la “piccola cassa”. Ma attenzione a un dettaglio cruciale che riguarda i rimborsi ai dipendenti: la tracciabilità deve essere garantita a doppio livello. Sia il pagamento del dipendente verso l’esercente (es. con la propria carta) sia il successivo rimborso dall’azienda al dipendente devono avvenire con mezzi tracciabili. È un passaggio che richiede un aggiornamento immediato delle policy per le note spese.

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2. L’Effetto “Burrone” sui Fringe Benefit: Un Euro di Troppo e l’Intero Importo Diventa Tassabile

Per quanto riguarda gli omaggi ai dipendenti, la normativa 2025 ha stabilizzato le soglie di esenzione per i cosiddetti fringe benefit, come previsto dall’art. 51, comma 3 del TUIR. Le nuove soglie sono fissate a:

  • 1.000 € per la generalità dei dipendenti.
  • 2.000 € per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Attenzione però a una trappola tanto comune quanto costosa: l’effetto “burrone” (o cliff effect). Questa regola stabilisce che se il valore totale dei benefit erogati a un dipendente nel corso dell’anno supera la soglia di esenzione anche di un solo euro, non viene tassata solo l’eccedenza, ma l’intero importo diventa imponibile in busta paga.

Ma cosa concorre a formare questo importo? Non solo gli omaggi di fine anno. Il calcolo è onnicomprensivo e include un’ampia gamma di benefit erogati durante l’anno, come l’auto aziendale a uso promiscuo, i prestiti agevolati, e persino i rimborsi per le utenze domestiche (acqua, luce, gas) e le spese d’affitto. È facile capire come la soglia di 1.000 € possa essere erosa, o addirittura superata, ben prima di considerare il regalo di Natale.

Facciamo un esempio concreto: un dipendente senza figli ha già ricevuto durante l’anno benefit per un valore di 950 € (dall’uso dell’auto aziendale). A Natale, l’azienda gli regala un cesto da 60 €. Il totale (1.010 €) supera la soglia, e di conseguenza l’intero importo di 1.010 € sarà soggetto a imposte e contributi, generando un conguaglio molto pesante in busta paga. Questo rende cruciale un monitoraggio costante del valore cumulato dei benefit per ogni singolo dipendente.

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3. Finalmente Stabilità: Il Welfare Aziendale Diventa una Leva Strategica (per Davvero)

Se le prime due novità possono sembrare punitive, questa rappresenta una straordinaria opportunità. A differenza degli anni precedenti, caratterizzati da un susseguirsi di decreti e proroghe annuali, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una stabilità normativa senza precedenti, fissando le regole sui fringe benefit per il triennio 2025-2027.

Questa stabilità offre finalmente alle imprese “un orizzonte temporale adeguato per la pianificazione delle politiche retributive”. Il welfare aziendale può così smettere di essere una misura tampone per diventare un vero e proprio strumento di Total Reward, integrato in una pianificazione strategica di lungo periodo per attrarre e trattenere i talenti. Un consiglio da esperti: sfruttate il “principio di cassa allargato”. I benefit e gli omaggi erogati ai dipendenti entro il 12 gennaio 2026 rientrano fiscalmente nel computo del 2025. Questo offre una flessibilità preziosa per gestire i conguagli e la distribuzione dei regali senza intaccare il plafond dell’anno nuovo.

Un ultimo, ma fondamentale, vantaggio per l’azienda: il costo sostenuto per omaggi e benefit ai dipendenti è interamente deducibile come costo del lavoro (ai sensi dell’art. 95 del TUIR), a prescindere dal fatto che il dipendente superi o meno la sua soglia di esenzione personale.

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4. Il Vantaggio Nascosto: Regalare i Tuoi Prodotti? Fiscalmente è un’Ottima Idea

Per le aziende che producono o commerciano beni, la nuova normativa nasconde un’intuizione strategica di grande valore. Esiste una distinzione fondamentale tra omaggiare beni acquistati da terzi e omaggiare beni che l’impresa produce o commercia.

Il punto chiave è questo: quando un’azienda regala un bene di propria produzione di valore superiore a 50 €, questo viene classificato come spesa di rappresentanza. Tuttavia, ai fini del calcolo del consumo del plafond di deducibilità, non si considera il valore di mercato del bene, bensì il suo costo di produzione.

Questo meccanismo offre un vantaggio fiscale significativo:

Questa è una distinzione fondamentale che avvantaggia le imprese con alti margini commerciali: regalano un valore percepito alto, ma erodono il plafond fiscale per un importo basso (il costo industriale).

Qui, però, si nasconde un dettaglio operativo che spesso trae in inganno anche le aziende più diligenti: la gestione dell’IVA. Poiché l’IVA sui costi di produzione è stata detratta, la cessione gratuita deve essere assoggettata a imposta. L’azienda è quindi obbligata a emettere un’autofattura (Tipo Documento Elettronico TD27) per certificare l’operazione, versando l’IVA calcolata sul costo di produzione. Omettere questo adempimento può portare a sanzioni. Per le aziende in settori come moda, design o enogastronomia, questa regola, se gestita correttamente, rappresenta una potentissima leva di marketing a impatto fiscale ridotto.

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Conclusione: Da Spesa a Strategia

Le nuove regole del 2025 spingono le aziende a superare la gestione improvvisata dei regali. La tracciabilità, il monitoraggio delle soglie e la scelta strategica degli omaggi non sono più questioni di compliance, ma elementi di una pianificazione fiscale e retributiva intelligente. La vostra azienda è pronta a trasformare un’abitudine di fine anno in una consapevole strategia di crescita per il 2025?

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